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Curiosità del mondo

Il villaggio di Babbo Natale

Da bambini avete mai sognato di incontrare Babbo Natale? Scommetto di si.

Bene, se non siete mai riusciti a vederlo mentre sbucava dal vostro camino e avete finalmente voglia di incontrarlo o volete far provare ai vostri bambini un'esperienza unica potete andare a casa sua. Si, andare a casa sua!!!

Babbo Natale ha la sua casa in un villaggio (il Santa Claus Village) a 8 Km a nord di Rovaniemi, cittadina nella regione della Lapponia finlandese, ed è immersa in uno splendido paesaggio artico.

Casa di Babbo Natale

E'  qui che Babbo Natale riceve le visite e le lettere di tanti bambini.

Oltre ad incontrare Babbo Natale e le sue magnifiche renne avrete la possibilità di vedere gli elfi mentre lavorano nel loro laboratorio e potrete fare una gita su una delle slitte trainate dagli husky.

All'interno del Santa Claus Village c'è inoltre una mostra di quasi 400 metri quadrati interamente dedicata al natale.

Se siete interessati provate a contattarci o passate in agenzia e vi daremo tutte le informazioni necessarie!

 

 

Cartolina illustrata – La sua origine

Chi di noi non ha mai utilizzato una cartolina come strumento di saluto a parenti ed amici da un viaggio e chi di noi non ne ha mai ricevuta una?

Vi siete mai chiesti l'origine della cartolina?

La cartolina illustrata nasce in Francia e precisamente  nella regione della Loira, in un paese di nome Sillé-le-Guillaume.

Il suo ideatore fu un libraio e cartolaio:  Léon Besnardeau.

Nel novembre del 1870, in occasione dello scoppio della guerra franco-prussiana, si accamparono nelle vicinanze di Sillé-le-Guillaume, 40000 soldati della 1° armata di Bretagna, i quali avevano bisogno di carta da lettere e buste per scrivere a famiglie e  fidanzate.

Quando le scorte terminarono l’ingegnoso cartolaio prese le copertine dei quaderni, rimaste senza fogli, e le tagliò in rettangoli di 6,6 cm per 9,9 cm  e fece stampare sulla faccia destinata all’indirizzo immagini a soggetto militare (fucili, tamburi, cannoni), accompagnate da scritte di carattere patriottico.

Tale innovazione ebbe una rapida diffusione ed un immediato successo.

Per quanto riguarda l'Italia la prima cartolina illustrata fu creata nel 1896 in occasione delle nozze del principe Savoia di Napoli (poi re Vittorio Emanuele III) con la principessa Elena di Montenegro e riportava sul fronte gli stemmi italo-montenegrini.

A partire dai primi anni del 1900 la cartolina illustrata divenne quindi, anche grazie alla nascita ed al rapido affinamento delle tecniche fotografiche, uno dei principali veicoli d’informazione ed una delle più capillari testimonianze della trasformazione del paesaggio. Oggi le cartoline sono utilizzate soprattutto per ricordare quan do si sta in vacanza parenti ed amici rimasti in città. Ecco cosi le cartoline dei viaggi di nozze mandate ad amici e parenti, le cartoline mandate dai colleghi in viaggio di lavoro, quelle spedite dai ragazzi in gita scolastica oppure mandate agli amici mentre ci si sta riposando all'ombra di una palma di fronte ad una bellissima spiaggia di sabbia bianchissima.

Le cartoline restano quindi ancora oggi nell'era digitale (dove tutti aggiornano i propri dati su facebook, blog e inviano mail e sms) un bel pensiero per chi le invia e un bel ricordo per chi le riceve.

La parte frontale di una cartolina da Londra

Il retro con i saluti di una cartolina da Londra

 

 

Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, e soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno, del suo irresistibile corso. Perché ogni giorno puó fare di noi dei portatori di gioia. (Robert Baden-Powell)

 

Una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo

Con queste parole "una lacrima ferma sulla guancia del tempo" il poeta indiano Rabindranath Tagore descrive una delle sette meraviglie del mondo: il Taj Mahal.

Si trova ad Agra, nel cuore dell'India settentrionale, ed è il più famoso monumento d'amore esistente al mondo.

Il candore del Taj Mahal nella luce del giorno

La storia del Taj Mahal sembra quasi una leggenda e merita di essere narrata.

L'imperatore Gran Mogol Shah Jahan regnava nel XVII secolo nell'India, al suo fianco era sempre accompagnato dall'amatissima moglie Mumtaz Mahal, il cui nome in persiano significa "luce del palazzo" che era anche sua consigliera e lo seguiva durante le campagne militari. Mumtaz era una donna bellissima e di grandissime virtù morali, venne per questo celebrata da artisti e poeti dell'epoca. Amatissima dal marito lo ricambiava con lo stesso amore incondizionato.

Una delle caratteristiche del Taj Mahal è cambiare aspetto nei diversi momenti della giornata. Al tramonto diventa rosa

Dal loro amore nacquero quattordici figli, alcuni dei quali morti giovanissimi. Mumtaz morì di parto dando alla luce il quattordicesimo figlio. In punto di morte Mumtaz chiese al marito di costruire per lei un monumento che fosse simbolo del loro grande amore e gli chiese di non sposarsi più.

L'imperatore, disperato, giurò solennemente e si dice che rimase per un intero anno senza farsi vedere chiuso nel suo dolore. Quando riapparve in pubblico aveva il volto scavato e i capelli completamente bianchi, quasi che il suo corpo fosse stato corroso dalle lacrime di dolore per la morte della sua amata.

Shah Jahan mantenne la promessa e diede inizio ai lavori di quello che è il più bel monumento del mondo dedicato ad una storia d'amore.

Il forte rosso, prigione dello Shah Jahan

Per la sua costruzione lavorarono 20.000 persone per oltre 20 anni. I materiali vennero importati non solo dall'India, ma da ogni parte dell'Asia: il marmo bianco dal Rajasthan, il diaspro dal Punjab, il cristallo e la giada dalla Cina, i lapislazzuli dall'Afghanistan, i turchesi dal Tibet, la corniola dall'Arabia e gli zaffiri dallo Sri Lanka. Per trasportare i materiali più pesanti si fece uso di 1000 elefanti.

Le pietre preziose e semi preziose che vennero incastonate nel marmo hanno un valore di 32 milioni di rupie.

Terminata la costruzione Shah Jahan si ammalò gravemente e iniziò una lotta fratricida per la successione al trono. Shah Jahan venne deposto e imprigionato nel forte rosso da uno dei suoi figli.

Dalle finestre della sua prigione si dice che guardasse ogni giorno il Taj Mahal, simbolo del suo amore per Mumtaz Mahal finché non morì nel 1666.

Il Taj Mahal visto dalle finestre della prigione dello Shah Jahan

 

una lacrima ferma sulla guancia del tempo. (Rabindranath Tagore)

 
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